Assembramento

Nell’ultima opera di Urbansolid, è rappresentato un assembramento. Quella che prima risultava essere una pratica sociale tipica dell’essere umano, un’esigenza fisiologica legata all’espressione delle nostre personalità attraverso il rapporto con l’altro, ora viene negata. Un’imposizione in nome del bene comune. In modo quasi ironico, l’opera consente di poter accogliere fra le mura di casa un’azione illegale, l’assembramento appunto. Una reliquia a ricordo di una pratica che fino a poco tempo fa veniva percepita come naturale ma che adesso viviamo come deprecabile.

I volti che compongono l’installazione – calchi anatomici di persone esistenti, vive – vengono tagliati in corrispondenza della cornice dell’opera. Le persone rappresentate vengono bloccate, catturate nell’istante in cui il confine è stato imposto. Un perimetro, un muro calato dall’alto che ci ha tagliati nella continuità delle nostre vite, delle nostre relazioni. Un puzzle di vite ignorate nelle loro singolarità, nella specificità del flusso narrativo di ognuno di noi. Interrotti. Immobili. L’individuo viene così svilito, sminuito.


Il contrasto, sintetizzato nell’opera, utilizza come espediente i volti delle persone che, nella contemporaneità, sono diventati delle vere e proprie icone. Non solo, infatti, esprimono la nostra personalità, ma si corredano di una serie di valori di cui ci appropriamo. La nostra immagine viene utilizzata nei social per trasmettere, in modo visuale ed immediato, i nostri valori, per raccontare chi siamo.

Le tante vite, le tante situazioni che animano lo stesso quadro, non sono state considerate. Siamo tutti icona di noi stessi ma, nonostante questo, non valiamo nulla. Non siamo importanti, siamo sacrificati, tagliati, spezzati dal confine, incagliati in un assembramento.

I volti, nell’opera, vengono tagliati come se dall’alto fosse stato calato un enorme stampino. Le forme geometriche ricordano quelle dei block, dei quartieri, delle aree metropolitane che più hanno sofferto il distanziamento sociale. Un moderno ed invisibile muro di Berlino ha separato famiglie, relazioni, e le storie delle nostre vite.

L’opera racconta tutto questo, racconta le tante vite che animano lo stesso quadro e ci ricorda che anche noi possiamo essere “speciali”…speciali proprio come tutti gli altri!