Terra Promessa

L’immigrazione fra arte e diritto

L’idea della scultura “Terra promessa” oggi esposta in piazzale Cadorna a Milano nasce nel 2015 dopo la notizia del bambino Aylan Kurdi trovato senza vita sulla spiaggia di Bodrum in Turchia durante il tentativo di fuga dal suo paese natale.

In quanto padri di famiglia la notizia ci toccò nel profondo, purtroppo nel 2019, a quattro anni di distanza, il tema è più attuale che mai e troviamo assurdo che nell’anno in cui si festeggia il 50° dello sbarco sulla Luna non si riesca a trovare la soluzione per sbarcare sulle coste europee.

Qui di seguito il testo scritto dal nostro amico Avv. Domenico Melillo (in arte Frode) sul “Diritto del Mare”

“Nel blu ceruleo che caratterizza l’opera dei miei amici Urbansolid, rileggo temi del mondo molto attuali. Ed in veste di giurista, oltre che in quella di artista, colgo un messaggio di profonda rifles- sione che esplora entrambi i campi.
La Convenzione di Londra 1972, quella di Amburgo 1974, e quella di Montego Bay nel 1982, costituirono le carte fondamentali degli accordi internazionali nel campo del diritto del mare, in base alle quali venne sancito il principio fondamentale dell’obbligo del salvataggio in acqua di chiunque, senza differenza alcuna.
Tale obbligo sussiste invero a carico dei comandanti delle navi e per gli Stati affacciati geografi- camente sul mare interessato, a cui in base alla prossimità spetta l’obbligo d’intervento. L’attività di ricerca e salvataggio nella acque internazionali del Mediterraneo, dovrebbe tenere primaria- mente conto del diritto dell’Unione europea del diritto Internazionale: in base all’art.117 della Costituzione italiana, tali norme rilevano infatti, direttamente, nell’ordinamento giuridico interno. Il diritto internazionale e le Convenzioni Internazionali sottoscritte dal nostro Paese, non possono pertanto essere derogate da scelte discrezionali politiche. Eppure anche questo accade.
Ed una volta salvati dal mare vero, si apre per i migranti un altro scenario precario e non men pericoloso, quello della Europa che promette e non mantiene.
La reticenza di molti Paesi Europei nel rispettare gli accordi di accoglienza siglati, il forte risenti- mento verso l’immigrato che fomenta la riemersione dei movimenti xenofobi mai sopiti, fanno soltanto da cornice al percorso incerto e difficoltoso che caratterizzano l’ingresso nella tanto tanto sperata Unione europea. Al resto degli ostacoli provvede poi la folta giungla burocratica. Preve- nuta nel conceder pari diritti a cittadini del mondo con provenienza dai Paesi svantaggiati, la selva legislativa frappone continui cavilli burocratici ai sogni di pace e di benessere degli svantag- giati del Mondo. Nella speranza di scaricare al Paese limitrofo quell’ingombrante massa di uomini e donne che non sono né turisti danarosi né imprenditori che importano capitali, le stelle sulla bandiera europea diventano dei piccoli sassetti gialli lontani e sparpagliati.
Allora sorge alla mente, ma anche un po’ dal cuore, una semplice domanda: basterà una legge a far comportare correttamente il Potere, oppure servirà l’Arte pubblica urbana per far fiorire nei cittadini una reazione contro le ingiustizie?”

Avv. Domenico Melillo, in arte Frode