Un muro a Palazzo di Giustizia

La performance di Urbansolid al convegno “Gli orizzonti della street art nel mondo del diritto e dell’arte”

Palazzo di Giustizia di Milano, 06 Dicembre 2019

Con questa performance Urbansolid invita alla riflessione sul valore dei muri, andando oltre quello che per la street art è considerato un supporto fisico sul quale appoggiare un significato artistico. L’attenzione viene posta sul valore del muro stesso, rimarcandone la sua qualità fisica di oggetto di separazione, divisione, ma allo stesso tempo, di costruzione di un’identità racchiusa nel confine da esso creato. Questa presa di coscienza è ottenuta grazie alla resa cromatica del muro, che è composto da circa duecento mattoni di colore oro. Il colore, quindi, diventa mezzo capace di sottolineare l’importanza e il valore dell’oggetto. Tale contrasto è in grado di porre l’accento sull’importanza del senso, un invito alla riflessione a cui nessuno dovrebbe sottrarsi, ripercorrendo idealmente la storia dei muri e di quello che hanno rappresentato e rappresentano ancora oggi. A trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino siamo chiamati a riflettere ancora sull’opportunità di erigerne, in un mondo sempre più interconnesso e interdipendente. Dalla Grande Muraglia Cinese, al muro di separazione dei territori palestinesi, fino ad arrivare ad un più propagandistico muro di Trump, il muro è significato su cui tutti dovremmo riflettere. La performance si concluderà con l’abbattimento del muro, lo smantellamento dell’opera, mattone per mattone, da parte dei partecipanti al convegno. I mattoni di colore oro, firmati e numerati, verranno portati via come cimelio, feticcio, che consenta una successiva introspezione più intima e personale.  Idealmente la performance sceglie di abbattere i muri che separano, preferendo a questi quelli che diventano veicolo di un messaggio artistico.